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Conto Arancio: una zucca di conto o un conto in zucca?

Alcuni forse ricorderanno che circa venti anni fa in Spagna si scatenò la battaglia dei conti correnti. Si chiamavano "Supercuenta". Non c'era giorno che una Cassa o una Banca non annunciassero un nuovo salto in avanti nei tassi attivi dei conti correnti.

La scelta di offrire un prezzo molto o persino troppo favorevole è in genere la conseguenza di due indirizzi strategici: chi manovra il prezzo ha davvero un vantaggio sui costi che può trasferire all'utente. Vantaggio che può derivare o da una maggiore efficienza o da una migliore capacità di impiego delle risorse. Oppure, non godendo di un vantaggio come nel caso precedente, non ha nemmeno la capacità inventiva di offrire altri benefits che invoglino l'utente a comperare ad un prezzo più alto. In Spagna, per molte banche, si trattò di questo secondo caso. Infatti alla fine di quel periodo si tornò ad una concorrenza che remunerasse il capitale tenendo conto delle economie, di scala e di scopo, che il business presentava.

Conto Arancio
Anche in Italia nel mercato delle Banche virtuali si è scatenata la battaglia sulle migliori condizioni di tasso per il cliente.
Le "web-bank" italiane (che hanno un notevole vantaggio di costo) giustamente manovrano il prezzo in parallelo ai costi, e quindi possono offrire un servizio di alta qualità, ma sempre a prezzi molto convenienti. In termini tecnici, hanno bisogno di un minor spread fra i tassi attivi e passivi, mentre offrono il molto efficace online banking.
Le banche basate sulle filiali hanno, in confronto, maggiori costi. Ed in molti casi mancano anche di efficienza nel canale filiali. I prezzi dei loro prodotti rimangono in mano al direttore di filiale, che applica una politica variabile e non omogenea di tassi attivi e passivi. Così alcuni clienti otterranno meno di altri che avranno tassi attivi più alti. Altri clienti invece avranno spese e tassi maggiori di altri.

Arriva infine l'innovatore. Ed ecco il Conto Arancio, color zucca di Ing Direct, la filiale italiana del gruppo bancario-assicurativo olandese Ing. Un conto ad altissima remunerazione, che apre un nuovo segmento di mercato: il conto Arancio al 1,20% di interesse lordo a zero costi.
In realtà non si tratta di un vero e proprio conto corrente, ma di un conto di liquidità (o conto di deposito). Non ha assegni, non ha carta di credito. Non ha estratto conto. Non si può prelevare o versare altro che a mezzo bonifico dal proprio conto corrente bancario "normale". Insomma è il vecchio libretto di risparmio, dove versare i propri soldi in attesa di trasformarli in investimento.

Ing Direct riesce a remunerare così tanto il denaro in giacenza in quanto lo utilizza come liquidità per le transazioni e gli investimenti nel "corporate e nell'investment banking" (con soli bond in Euro, niente trading).
Inoltre, grazie a questo innovativo strumento di marketing, Ing acquisisce nominativi di nuovi potenziali clienti, avendo anche l'esatta misura del capitale che essi potranno investire!

Insomma, Ing ha lanciato sul mercato un vero, nuovo prodotto: un prodotto per favorire la formazione del risparmio. In tempi di crisi di Borsa e di tassi bassi dei titoli di Stato, un tale prodotto, con un rendimento lordo del 2,60% diventa competitivo non solo con i tassi delle banche tradizionali, ma anche con i Bot a 3 mesi e con i fondi monetari.

C'è da fidarsi?
Il rischio dei clienti di Conto Arancio non è quello diretto di chi investe in un fondo, ma è legato all'affidabilità della banca. Il Gruppo Ing opera in 66 paesi nei cinque continenti, con oltre 100.000 dipendenti, è quotato al New York Stock Exchange e nelle principali Borse europee con una capitalizzazione di borsa superiore ai 77 miliardi di Euro. Il gruppo risulta al 29' posto nella classifica "per profitti" della rivista Fortune; per dare un'idea, nello stesso settore della classifica, il leader italiano è Generali al 149' posto. Sia Moodys che Standard & Poor's giudicano Ing una società molto affidabile "da investimento".

A differenza dei fondi comuni, i risparmi depositati presso i conti correnti bancari sono ricompensati con rendimenti certi, non legati alla bravura del gestore.

Quanto alla garanzia sui depositi, oltre alla copertura di 20.000 Euro direttamente dal Fondo olandese, Ing Direct ha chiesto volontariamente e ottenuto l'ok ufficiale dal Fondo di Garanzia delle banche italiane per l'adesione come filiale estera: dal settembre 2002, i clienti italiani di Conto Arancio hanno la copertura fino a 100.000 Euro, pari cioè a quella dei correntisti delle banche italiane. Il fondo vale anche per i conti cointestati.

Insomma, Conto Arancio è una forma di deposito innovativa, è una sorta di nuovo salvadanaio. Non è un conto corrente, ma integra piuttosto il conto da te aperto presso la tua Banca di fiducia da cui continuerai a fruire dei servizi tradizionali (assegni, bancomat, carta di credito, ecc.), oppure con Conto Corrente Arancio. L'integrazione con Conto Corrente Arancio ti offre, un rendimento elevato, zero spese, zero commissioni, zero imposta di bollo se versi il tuo stipendio o pensione sul conto.

Novità: I clienti che attivano Conto Arancio e aderiscono all’opzione promozionale "Arancio+ a 12 mesi" entro il 5/11/2014, hanno il 1,40% sulle somme mantenute in deposito per un anno. In caso di svincolo delle somme sarà riconosciuto il tasso base di Conto Arancio dal momento di adesione ad "Arancio+ a 12 mesi".

Articolo correlato: Conto Corrente Arancio.

Autore: Walter Aresca
Aggiornato il 16 Ottobre 2014

» > > > Conto Arancio: conviene il conto risparmio di Ingdirect?



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