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La colonizzazione di Marte: le difficoltà da superare

Il sogno di andare a vivere su un pianeta diverso esiste da tempi immemorabili, ma il primo progetto definibile come non prettamente fantascientifico di colonizzazione del Pianeta rosso risale all'anno 1952, quando però si supponeva ancora che la vita su Marte fosse assai simile a quella sulla Terra. Da allora sono stati fatti molti progressi, con una conoscenza diretta del suolo marziano derivante da sonde e robot. Nel 2016, la società SpaceX, fondata dall'imprenditore Elon Musk ha presentato dei progetti di trasporto interplanetario per equipaggi umani mirati alla costruzione di una colonia permanente su Marte a partire dal 2022, che dovrebbe portare i primi esseri umani su Marte nel 2024 e poi sviluppare una colonia di ben 80.000 persone, autosufficiente per un periodo prolungato di tempo.

Le difficoltà non sono certo poche e i costi della colonizzazione sono altissimi. Secondo molti la Luna potrebbe essere preferibile a Marte come primo insediamento nello spazio, e in seguito potrebbe fare da base per il passaggio a Marte. Se volete saperne di più su come sarebbe la vita sulla luna, fate riferimento a questo esauriente articolo comparso sul blog L'insider.

Le condizioni di vita su Marte

Il giorno marziano dura solo quaranta minuti in più di quello terrestre. Il ciclo delle stagioni di cui gode è analogo al nostro anche se di durata doppia poiché il pianeta impiega l'equivalente di 1,88 anni terrestri per ruotare su sé stesso. Marte è circondato da un'atmosfera, con una pressione bassissima rispetto alla nostra ma sufficiente per una protezione parziale dai raggi solari e cosmici. Sul pianeta esistono l'acqua (principalmente nelle aree dei poli) e discrete quantità di tutti gli elementi e composti chimici indispensabili per la vita umana.
Quella della temperatura è la principale differenza rispetto al clima terrestre: la media è di -63 °C, ma si possono toccare delle minime di -143 °C, mentre le massime arrivano a 25 °C, ma soltanto nella zona dell'equatore e nel periodo estivo.
L'atmosfera marziana è costituita in massima parte da diossido di carbonio e, poiché la magnetosfera di Marte non è omogenea e forte, i venti solari che colpiscono la ionosfera sono molto intensi.
Tenendo in considerazione tutti questi fattori, la vita umana sulla superficie del Pianeta rosso non sarebbe possibile senza un'adeguata protezione e pressurizzazione per più di un minuto.

La colonizzazione di Marte: le difficoltà da superare

Come rendere abitabile Marte?

Il processo (che tecnicamente si chiama di terraformazione) per rendere il pianeta abitabile e la vita possibile senza l'ausilio di tute protettive richiederebbe la costruzione di uno scudo magnetico tra Marte e il sole per costituire e conservare una sua atmosfera, oltre che per ridurre i livelli di radiazione sostenibili dal corpo umano. La zona del pianeta più adatta per gli insediamenti umani sarebbero le regioni tropicali ed equatoriali, quelle con la minima variabilità stagionale e le profonde depressioni al fondo delle quali la pressione atmosferica è superiore del 25% rispetto a quella ordinaria.

Per avere un ambiente in cui l'aria sia respirabile occorrerebbe estrarre l'ossigeno, l'azoto e altri gas dall'atmosfera marziana. L'acqua si troverebbe sotto forma di ghiaccio scavando la superficie per pochi metri, ma prima del consumo dovrebbe essere purificata da composti nocivi. La produzione di cibo dovrebbe limitarsi a una dieta esclusivamente vegetariana sfruttando gli elementi chimici presenti sul terreno di cui hanno bisogno le piante per crescere. Per la produzione di energia si sfrutterebbero pannelli solari e reattori nucleari. La polvere del terreno potrebbe essere mischiata con acqua e successivamente cotta per costruire dei mattoni con cui erigere spessi muri e soffitti (volti a proteggere dalle radiazioni cosmiche). Con l'anidride carbonica e l'acqua si potrebbero produrre metano e ossigeno da usare come carburante. Mediante la reazione tra idrogeno e anidride carbonica si produrrebbe etilene, un idrocarburo alla base dei materiali plastici.

Autore: Daniele Grattieri
Aggiornato il 24 Ottobre 2019

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