{"id":12510,"date":"2026-04-17T09:05:43","date_gmt":"2026-04-17T07:05:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.solotravel.it\/itinerario-torino-delta-del-po-moto\/"},"modified":"2026-04-04T12:50:51","modified_gmt":"2026-04-04T10:50:51","slug":"itinerario-torino-delta-del-po-moto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gratis.it\/news\/itinerario-torino-delta-del-po-moto\/","title":{"rendered":"Itinerario da Torino verso il Delta del Po in moto"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/Delta-del-Po-in-moto.gif\" alt=\"Delta del Po in moto\" class=\"wp-image-12513\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>17 agosto. A quest&#8217;ora avrei dovuto essere a Cadaques, Spagna. Il fato, al contrario, ha voluto che scegliessi di andare nella <strong>provincia di Rovigo<\/strong>, per meglio dire nel mezzo del <strong>delta del grande padre fiume Po<\/strong>. Tra Dal\u00ec e il Po, ho dovuto optare per quest&#8217;ultimo e a questo punto non me ne pento. Verr\u00e0 il tempo di potere rendere visita anche ai luoghi dove ha vissuto il grande maestro del surrealismo. In effetti ho sempre desiderato anche andare a vedere dove l&#8217;acqua dolce si fonde con quella salata, il luogo dove il grande fiume muore e rinasce mare.<\/p>\n\n\n\n<p>La partenza \u00e8 avvenuta sotto i migliori auspici di tempo buono, pi\u00f9 che buono. Soprattutto con lo spirito giusto, genuinamente rivolto al viaggio, all&#8217;avventura dell&#8217;anima. Percorsa per intero sul mio Burgman l&#8217;autostrada <strong>da Torino a Piacenza<\/strong>, ho poi imboccato quella in direzione Brescia, uscendo a <strong>Cremona<\/strong>. Da l\u00ec \u00e8 iniziata un&#8217;assolata strada statale, attraversando prima la provincia di Mantova e poi quella di <a href=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/ferrara-storia-prestigio-armonia\/\">Ferrara<\/a>, per raggiungere la via Romea per la successiva deviazione verso Tolle, frazione di Porto Tolle.<\/p>\n\n\n\n<p>Le strade da Cremona in poi sono disseminate di autovelox e il buon senso mi ha suggerito di non superare gli strazianti limiti consentiti. Questa accortezza obbligata ha giovato al gusto della passeggiata turistica, permettendomi di vivere diversamente il paesaggio che, altrimenti, sarebbe volato via lasciando solo vaghe immagini nella memoria. Un gran caldo ha tormentato il percorso fino a che ho detto basta! Ci vuole una pausa! Ho gi\u00e0 bevuto due litri d&#8217;acqua e tre caff\u00e8, adesso ho fame! Attraverso un paesotto deserto nel mezzo di niente, <strong>Torriana<\/strong>, una frazione di <strong>Serravalle a Po<\/strong> e qui mi fermo in una delle rare osterie aperte in zona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fresco all&#8217;interno mi rinfranca. Ci sono solo io. Vengo servito da una giovane molto gentile. Devo mangiare poco, la strada \u00e8 ancora lunga&#8230; Scelgo un piatto di spaghetti al pomodoro fresco, freschissimo e saporito &#8211; eccellente idea! Immancabile la birra, l&#8217;acqua e un caff\u00e8, che bevo seduto all&#8217;esterno per fumare. Che caldo! Vabb\u00e8 si riparte! Il senso del viaggio, il gusto della strada in moto, \u00e8 pi\u00f9 forte di qualsiasi disagio. Stare nel vento apparente, prodotto dalla guida sulle due ruote, unito alla visione di un qualunque panorama ripagano e alimentano quel desiderio che non ha fine. Un volo in libert\u00e0. Soli \u00e8 anche meglio. Rousseau scriveva: &#8220;&#8230;ridotto a me solo, mi nutro della mia stessa sostanza che tuttavia non si esaurisce&#8230;&#8221; (<em>Fantasticherie del passeggiatore solitario<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente raggiungo la <strong>statale Romea<\/strong>. \u00c8 supertrafficata. Vado in direzione Venezia e imbocco la deviazione per <strong>Porto Tolle<\/strong>. Dopo quasi otto ore dalla partenza da Torino (!) arrivo al piccolo hotel Bussana che ho prenotato il giorno prima per telefono. Fino a Tolle \u00e8 stato il caldo a farla da padrone. Non ho potuto fare a meno di riporre per un paio d&#8217;ore la giacca leggera nel bauletto del Burgman. Il sole a picco mi ha rosolato le braccia.<\/p>\n\n\n\n<p>La stanza al primo e unico piano \u00e8 decorosamente confortevole. Il Burgman \u00e8 ben parcheggiato nello spiazzo interno. Scoprir\u00f2 pi\u00f9 tardi che la cucina dell&#8217;hotel \u00e8 eccellente &#8211; al punto di dover ammettere di non avere mai mangiato delle vongole cos\u00ec gustose e soprattutto freschissime. Stefano, il giovane titolare del Bussana, mi ha offerto gi\u00e0 dal mio arrivo tutta la sua simpatia e soprattutto tante informazioni sul come e dove meglio andare alla scoperta delle isole del delta. Mi spiega come iniziare il giro dell&#8217;isola Polesine Camerini per poi raggiungere Pila, nell&#8217;isola di Ca&#8217; Venier, da dove posso fare un giro in barca della durata di un paio d&#8217;ore intorno agli isolotti pi\u00f9 esterni. Fico! Non vedo l&#8217;ora!<\/p>\n\n\n\n<p>Mi suggerisce anche di non mancare l&#8217;attraversamento dell&#8217;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Isola_della_Donzella\" type=\"link\" id=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Isola_della_Donzella\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">isola della Donzella<\/a> che si affaccia sulla Sacca degli Scardovari. L\u00ec sono disseminate le colture di mitili e vongole, tanto famose da venire esportate all&#8217;estero.&nbsp;Intanto, a sera, mi rilasso con una lunga doccia, una birra e un giretto a piedi prima di cena. L&#8217;appuntamento con la tavola del Bussana si rivela una piacevolissima sorpresa: ricco antipasto di cozze e vongole in guazzetto, poi immancabili spaghetti alle vongole &#8211; da non perdere! &#8211; e infine un croccante fritto misto con verdure in tempura. Il tutto accompagnato da mezzo litro di prosecco.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio una breve passeggiata fumando e gustando gli ultimi raggi di un sole ballerino tra poche nuvole di passaggio.<br>Torno in camera. \u00c8 fresca al punto giusto. Adoro le camere d&#8217;albergo quando sanno offrire un buon equilibrio tra intimit\u00e0 e comfort. Nel mio immaginario si trasformano in gusci dove adagiarsi, distanti da tutto, facendo magari il punto del viaggio in corso, preparando la tappa successiva. Assumono il senso di un&#8217;oasi nel deserto della vita ordinaria, quella che snocciola giorni tutti ugualmente stressanti e monotoni, sperperati nell&#8217;impegno di vivere nel proprio tempo appena parcheggiati, anonimi. Ed ecco che le due ruote figurano l&#8217;esatto contrario. Si viaggia liberi, sciolti. Ci si avvicina al prossimo senza altro impegno che non sia il confronto semplice di esseri umani con altri esseri umani che si propongono in genere con maggiore schiettezza e disponibilit\u00e0, perch\u00e9, come dice il mio amico Italo Barazzutti, gran viaggiatore, chi va in moto da solo viene accolto come diversamente non succederebbe mai, ovunque e comunque. \u00c8 l&#8217;altro che si avvicina a te e se ti offri come sei, in modo schietto, senza pregiudizi, puoi interpretare la tua umanit\u00e0 in una immediatezza che va scomparendo nei rapporti tra simili e dissimili, sfilacciati come sono dalla fretta di vivere per sopravvivere o, peggio, solo per arricchire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Eccomi sul grande fiume Po<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/Pescatori-dell-isola-del-Polesine.gif\" alt=\"Pescatori dell isola del Polesine\" class=\"wp-image-12512\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u00c8 mattino. Vado a rendere omaggio al grande padre fiume. Seguo le indicazioni di Stefano. Raggiungo il ponte che porta all&#8217;<strong>isola Polesine Camerini<\/strong>. Percorro una delle tante stradine che costeggiano gli argini. Sono su uno dei rami del delta e il fiume mi accoglie in tutta la sua placida maestosit\u00e0. Sono estasiato. Il Burgman segue docile la mia guida. Vado a passo lento. Siamo soli io e lui. Ci godiamo ogni metro. Mi fermo per scattare qualche foto ai pochi pescatori. Ciascuno di loro sceglie il posto pi\u00f9 consono al proprio stile di pesca. Piazzano l&#8217;ombrellone. Hanno con s\u00e9 un frigo portatile e una seggiolina. Osservano vigili la punta della canna, pronti a cogliere ogni minimo sobbalzo della lenza. Silenzio. Qualche alito di vento muove appena il fogliame d&#8217;intorno. Si respira la quiete solenne di movimenti e gesti antichi. Il fiume scorre portando con s\u00e9 la memoria del tempo. L&#8217;acqua conserva tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato. Conosce ci\u00f2 che sar\u00e0. \u00c8 sempre uguale la vita, come un battito d&#8217;ali costante nel movimento regolare che porta altrove. Se non si pone un limite, l&#8217;universo vive in noi con tutti coloro che sono stati e che saranno. Altro non esiste.<\/p>\n\n\n\n<p>Circumnavigo &#8211; si fa per dire &#8211; l&#8217;isolotto. Mi sazio dei sussurri del fiume. Torno al ponte. Abbandono il ramo del Po di Tolle e vado verso quello di Venezia. Devo raggiungere <strong>Ca&#8217; Venier<\/strong> e <strong>Ca&#8217; Zuliani<\/strong> per arrivare a <strong>Pila<\/strong> che si affaccia sulla <strong>Laguna Barbamarco<\/strong>, l\u00e0 dov&#8217;\u00e8 il centro dei pescatori e la barca che mi porter\u00e0 sulle isolette. Ho in mente i loro nomi: <strong>Burcio<\/strong>, <strong>Isola della Batteria<\/strong>, con il faro in punta, <strong>Scano Boa<\/strong>, <strong>Busa di Dritta<\/strong>. Spero di riuscire a scattare qualche buona foto. Il porticciolo per\u00f2 \u00e8 deserto. Le barche da pesca sono immobili nei loro ormeggi. Non c&#8217;\u00e8 anima viva! Avr\u00f2 sbagliato strada? Dove sar\u00e0 l&#8217;imbarcadero? Trovo un baruccio aperto. C&#8217;\u00e8 solo una giovane a servire. Chiedo, domando. Sono quasi le due del pomeriggio e lei sta per chiudere. Mi spiega che apre alle cinque del mattino quando i pescatori arrivano a consumare. Ha un figlio piccolo. Mi d\u00e0 anche il biglietto da visita del proprietario della barca che fa il giro turistico. Lo chiamo al cellulare, non risponde. Cavolo! La giovane purtroppo non sa darmi maggiori indicazioni. \u00c8 stata gentile. Probabilmente ho sbagliato io in qualche dettaglio sul come, dove, quando. Mi rassegno a mangiare un toast e bere una birra. Inaspettato mi richiama il barcaiolo e mi spiega che non uscir\u00e0 a fare il giro che mi ero prefissato. Ha troppi bagnanti da accudire. D&#8217;altra parte \u00e8 domenica. Sono seccato per questo contrattempo. Mi dirigo altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Percorro nuovamente la provinciale per Tolle e mi dirigo a <strong>Scardovari<\/strong> dove faccio una breve sosta per il gran caldo e per fare il punto della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anticipo i tempi previsti dal mio programma di viaggio e decido per il giro della costa intorno alla <strong><a href=\"https:\/\/www.albarella.it\/it\/la-sacca-degli-scardovari\/\" type=\"link\" id=\"https:\/\/www.albarella.it\/it\/la-sacca-degli-scardovari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sacca degli Scardovari<\/a><\/strong> che separa il ramo del Po di Tolle da quello del Po di Gnocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho preso confidenza con il paesaggio. Mi sono completamente immedesimato con le solitarie stradine che costeggiano gli argini con il loro assolato silenzio. Il tachimetro segna 40-45 orari. Il Burgman risponde docile al passeggio. Mi tolgo il casco, \u00e8 diventato insopportabile. Bevo un po&#8217; d&#8217;acqua dalla bottiglietta ormai calda. Qualche uccello vola via disturbato dal motore del Burgman. Mi sento quasi un intruso. Riesco a malapena a fotografare uno svasso e poi un airone. Non un granch\u00e9 come risultato.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/capanni-di-allevatori-di-mitili.gif\" alt=\"capanni di allevatori di mitili\" class=\"wp-image-12515\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ed ecco che alla mia vista si offrono le coltivazioni di mitili e di vongole. Non avrei immaginato che fossero cos\u00ec estese. Si perdono fino all&#8217;orizzonte, che in questo delta pare sempre irraggiungibile. Arrivo alla spiaggia affollata della <strong>Barricata<\/strong>. Per un attimo medito di fare una nuotata anch&#8217;io, ma i bagnanti della domenica sono davvero troppi. Proseguo lento.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientro in hotel. Incontro lo chef e concordo con lui per un branzino fresco alla griglia. La cena \u00e8 ottima come la precedente. Una doccia ristoratrice e poi un&#8217;altra birretta. Nel fresco della camera decido di rivedere sul mio smartphone il film <em>Easy Rider<\/em> del &#8217;69. Peter Fonda e Dennis Hopper sui loro chopper hanno segnato un&#8217;epoca con il loro mitico film a bassissimo costo. Era la fine degli anni &#8217;60, il tramonto degli hippies. La colonna sonora \u00e8 fantastica con i pezzi indimenticabili degli Steppenwolf, Jimi Endrix, Bob Dylan, dei Byrds e la ballata di Roger McGuinn. Vado indietro nel tempo. Mi ritrovo davanti vecchi sogni e volti che non vedr\u00f2 pi\u00f9. Un attimo di malinconia ci pu\u00f2 anche stare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"450\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/Abbazia-di-Pomposa.gif\" alt=\"Abbazia di Pomposa\" class=\"wp-image-12517\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il mattino dopo lascio l&#8217;hotel Bussana. Ho pensato di non rientrare attraversando le statali. Basta con i 70 all&#8217;ora. Quindi percorrer\u00f2 la Romea fino a <strong>Ravenna<\/strong> per imboccare l&#8217;autostrada per Bologna. Faccio tappa alla splendida Abbazia di <strong>Pomposa<\/strong>, quasi d&#8217;obbligo data la bellezza di questa chiesa che risale all&#8217;anno Mille. \u00c8 luned\u00ec e scopro che l&#8217;ingresso \u00e8 gratuito ed \u00e8 giorno di chiusura al pubblico del museo antistante. Sono l&#8217;unico visitatore al momento.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa \u00e8 tutta per me con i suoi affreschi dei pittori della scuola di Giotto. Vorrei scattare qualche foto ma vengo redarguito e seguito passo passo dal custode che vieta ogni scatto, anche se con macchine prive dell&#8217;uso del flash. D&#8217;altra parte non esiste nemmeno il modo di acquistare qualche cartolina ricordo o altro che illustri le bellezze dei dipinti. Il custode va a sistemare le candele votive e io, nascosto dietro una colonna o un&#8217;altra scatto al volo qualche foto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/Abbazia-di-Pomposa-interno.gif\" alt=\"Abbazia di Pomposa interno\" class=\"wp-image-12518\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Verso Comacchio<\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.gratis.it\/news\/wp-content\/uploads\/Comacchio.gif\" alt=\"Comacchio\" class=\"wp-image-12519\" style=\"width:450px\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Terminata la visita mi dirigo verso <strong>Comacchio<\/strong>, dove ho gi\u00e0 avuto modo di soggiornare tempo addietro. Salgo i gradini dei Trepponti girovagando pigro tra i canaletti e poi senza indugio vado a salutare Ghibo, titolare del ristorante Il Cantinon, che ho conosciuto in passato. Tra l&#8217;altro \u00e8 anche un collezionista d&#8217;arte. Rammento ancora la sua piccola casa colma di opere accatastate dappertutto. Purtroppo non c&#8217;\u00e8. Ci salutiamo per telefono. Faccio una passeggiata tra i canali e dopo essere ritornato al Cantinon per un pasto veloce mi dirigo sulla statale verso Ravenna.<\/p>\n\n\n\n<p>Da l\u00ec in poi \u00e8 solo autostrada con qualche sosta negli autogrill assediati da festosi turisti, si fa per dire. Il traffico \u00e8 intenso ma scorrevole. Incrocio tanti biker, soli o in coppia, specialmente stranieri. \u00c8 un bel modo di viaggiare, molto diverso e pi\u00f9 intenso.<\/p>\n\n\n\n<p>Al solito, come in altri rientri, incappo immancabilmente in un temporale, questa volta dopo Piacenza. Sosta obbligata sotto un cavalcavia per indossare l&#8217;antipioggia e via cos\u00ec verso <strong>Torino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia cessa. Altra sosta in un autogrill per togliere l&#8217;antipioggia. Gli incontri non sono rari lungo la via e mi fermo a chiacchierare con altri viaggiatori su due ruote. C&#8217;\u00e8 un senso di appartenenza a qualcosa che accomuna, quale che sia il mezzo, escludendo lo snobismo di qualche fanatico per questo o quel modello di moto. Viceversa ci si scambia opinioni, pareri, esperienze, sogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo a Torino senza altro intoppo. Riparo il Burgman nel box. Ho il magone ma sono gi\u00e0 pronto per un&#8217;altra avventura, non so per dove n\u00e9 quando, ma so che l&#8217;importante \u00e8 e sar\u00e0 partire e ripartire ancora.<\/p>\n<div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>17 agosto. 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